Vacanze in Italia

Sardegna

Basta un'occhiata a una cartina per comprendere quella che fu nell'antichità l'importanza dei porti di questa parte della Sardegna nel quadro dei commercio del Ponente mediterraneo.
Furono i Fenici provenienti dall'Iberia a fondare le città di Karalis, Nora, Suicis, Tharros, dove ~ rimangono preziose testimonianze che non hanno riscontro in Italia tanto per l'estensione dei centri abitati quanto per singolarità dei manufatti.
Alle rovine antiche si affiancano anche le chiese romantiche e i bastioni spagnoli, eretti un po’ dovunque a difendere le coste dalle incursioni nemiche.
Il vero temperamento dell'isola si coglie però soprattutto nei suoi vastissimi paesaggi che rapiscono per i cangianti colori, di mare, di rupe, di scoglio.
Le montagne dell'Iglesiente offrono rifugio al raro cervo sardo e all'aquila; le scogliere delle isole sulcitane sono popolate dai falchi, prediletti dalla mitica regina Eieonora d'Arborea; negli stagni di Cagliari e Oristano sostano i fenicotteri, mentre sulle coste, il vento odoroso di mirto, lentisco e ginepro scolpisce le rocce. Una natura aspra e selvaggia si alterna a squarci di grande dolcezza facendo presagire carattere enigmatico e affascinante di questa terra.

In Sardegna, più che in altre regioni d'Italia, l'agriturismo ha assunto un ruolo di primo piano nella valorizzazione, economica e ambientale delle zone rurali storicamente emarginate.
La tradizione turistica dell'isola, infatti, è talmente protesa all'esaltazione dell'offerta balneare, che larga parte dei visitatori non di rado ripartono per il continente ignari delle attrattive custodite dall'entroterra.
In tal senso, l'agriturismo costituisce un modello turistico alternativo per la Sardegna, teso alla scoperta di contesti naturalistici e culturali 'inediti' e sorprendenti e al contatto di un'accoglienza familiare e 'personalizzata' che rispecchia in pieno la leggendaria ospitalità delle genti dell'isola.
Un turismo ecologico nel senso più ampio del termine, consapevole delle ricchezze di cui e custode e capace di coniugarle a una fruizione accorta e responsabile.
Il fenomeno spontaneo e peculiare dei 'circuiti' di fattorie agricole, infine, ha creato una tale 'rete' di offerte che da la possibilità di interpretare l'intero territorio regionale in tutti i suoi aspetti.

Il mare è quello del Nord della Sardegna, regolarmente osannato con un tripudio di parole che coinvolge pietre preziose e altre splendide rilucenze; la costa passa dal calcare strapiombante di Capo Caccia, traforato di cattedrali sotterranee e anfratti da grifoni, al granito di Capo Testa, modellato dal vento nelle forme più bizzarre.
Isola nell'isola, appare Alghero con le sue reminiscenze catalane e gli splendidi bastioni a mare, i cormorani sugli scogli, i rondoni nei loro voli assordanti.
Ma l'itinerario racconta anche altre storie: l'ondulata Nurra, mare d'erbe odorose punteggiato di sughere serba testimonianze delle civiltà nuragica; Porto Torres fa rivivere lo splendore dell'antica colonia romana e la vicenda di devozione e arte pisana intorno al ricordo di san Gavino e dei suoi compagni di martirio; scenari medievali si presentano anche a Bosa, dove si sale al castello dei Malaspina attraverso un borgo di arcaica bellezza, e a Castelsardo, dove un'altra roccaforte ligure sorge a controllare le tempestose Bocche di Bonifacio; a Santa Teresa Gallura si evoca infine la sfida tra le cannoniere sabuade e i contrabbandieri che battevano queste terre di nessuno diventate, per un incredibile, scherzo del destino, il dorato approdo del turismo più esclusivo.

Garibaldi, Napoleone e Nelson, i più coraggiosi, ci sono stati per primi, poi sono arrivati tutti gli improvvisati esploratori al timone di una barca.
Non e importante la lunghezza della propria imbarcazione: in Italia non c' un luogo preso d'assalto quanto le coste della Sardegna.
Per fortuna e un triste fenomeno che dura soltanto due mesi, ovviamente quelli estivi, ma sufficiente per coprire il perimetro dell'isola come una grossa riga di pennarello... ed e inutile dire che, come tutti i segni pesanti e grossolani, rovina terribilmente il quadro.
Supponiamo che si approdi all'isola i primi giorni di giugno o di settembre quando non e troppo presto ne troppo tardi per trovare tutto chiuso, a si avrà davanti un quadro gia ripulito e magnifico sotto ogni aspetto con spiagge più famose di cui finalmente si vede il colore della sabbia ~ bianco, oro) ai fondali bassi di nuovo smeraldini, dalle dune più alte Europa (a Piscinas, fino a 50 metri!) alle lagune dei famosi fenicotteri rosa e degli altri migratori di passaggio. In giugno e in settembre, poi, si anche molto più disponibili e interessati alle scoperte dell'interno, e da qui arrivano i sapori delle feste sarde.
Le sagre, guarda caso, sono di gran lunga più numerose in questi mesi che nel pieno dell'estate, perché i santi e i riti di origine contadina e pastorale avevano il loro calendario gia prima dell'arrivo di tutti i capitani, degli armatori e dei costruttori.
È proprio durante queste feste e nelle caratteristiche sagre, tra l'altro, che si apprezzano di più le irresistibili leccornie - i "sospiri", le caramelle giganti di Ozieri, i "candelaus", le "pardulas" (tortine di pasta e ricotta) - e si fa il tifo alle gare coi cavallini sardi che non mancano quasi mai.
E che dire del Carnevale di Mamoiada e di quello di Ottana? Si tornerebbe volentieri, ma bisognerebbe che qualcuno organizzasse per le famiglie una sorta di ''settimana punica" o una "settimana rosa"... insomma: qualcosa che abbia davvero i colori genuini della Sardegna.

Nell'isola si parlano inoltre diversi dialetti e lingue, ad esempio il catalano ad Alghero e il ligure sull'isola di San Pietro, mentre sopravvivono anche elementi fenici ed etruschi.
Nel sud dell'isola si avvertono influenze arabe e spagnole, mentre tra le montagne del Gennargentu si ritrovano tracce di popolazioni e lingue autoctone.
La regione e cosi inaccessibile, popolata solo da comunità dedite alla pastorizia, che gli invasori non sono mai riusciti a penetrarvi.
Di particolare interesse sono i nuraghi, i villaggi, i templi e le tombe che costellano la campagna, soprattutto attorno a Barumini, a nord di Cagliari, e nella Valle dei Nuraghi, a sud di Sassari.
I nuraghi furono costruiti da ritrovano nelle numerose più grandi misteri del Mediterraneo.
A Cagliari, il capoluogo, si trova un museo con un'eccellente collezione archeologica che fornisce qualche elemento su questo popolo così enigmatico. Sassari, Oristano, Alghero e Olbia sono tutti centri che colpiscono per la loro unicità.
Attorno a Sassari si trovano alcune notevoli chiese in stile romanico pisano e anche i dialetti rivelano una stretta connessione con i dialetti toscani. Olbia e una città arricchita dal turismo e dalla vicinanza con l'ambiente del jet-set della costa Smeralda. Nuoro e più sobria e la sua provincia all'ombra dei monti del Gennargentu e, per contrasto, molto lontana dalla Sardegna dei depliant turistici.

NUORO

Nuoro è situata nello spettacolare scenario del monte Ortobene e del Sopramonte, e la patria di alcuni dei più importanti letterati sardi, belle le strade ed i quartieri con monumenti. Tra questi emerge Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura nel 1926 e figura di spicco del grande movimento di riforma della cultura isolana: al centro del suo mondo e la Barbagia con i suoi misteri e un forte senso di appartenenza.
Partecipare alla Sagra del Redentore e il modo migliore per conoscere le danze e i dialetti della regione, mentre al Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde si può ammirare una collezione di oggetti etnici, tra i quali i costumi tradizionali sardi e i gioielli.

Pernottamento - Sardegna

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