Vacanze in Italia

Friuli

È cessata sulla Livenza campagna dipinta da Palma il Vecchi da cima.
Le montagne si sono scostate, appiattite a colorare il cielo di un viola secco, con vene di ghiaioni e nero di boschi appena impercettibile contro il gran velame, e il primo Friuli Venezia Giulia è tutto pianura e cielo.
Poi si infittiscono le rogge, le file boschetti di sambuchi, di saggine.
Il paesaggio del Friuli Venezia Giulia evocato dalle Pasolini ha avuto il suo artefice nel mondo, unica presenza costante nel corso dei secoli, capace di rendere omogenee, fino quasi a integrarle,
montagna e pianura.
E, nonostante il Friuli sia da sempre la porta attraversata da molti popoli, il lavoro dell'uomo ha cancellato la patina di wilderness che caratterizza tutte le terre di frontiera.
Non è  quindi la campagna a recare le tracce delle invasioni ma gli oltre trecento tra castelli rocche e insediamenti fortificati sorti lungo le vie di comunicazione: dall'epoca tardoantica fino agli ultimi arrivati, i feudatari di origine germanica e poi i veneziani.
Pressoché tutti in Friuli Venezia Giulia hanno costruito qualcosa che prima o poi si e trasformato in borgo o città.

Ci sono regioni dove si respira un'aria che rimanda a Paesi diversi, a laghi gia visti e immediatamente riconoscibili.
II Friuli Venezia Giulia e proprio una di quelle terre di confine; i richiami che offre sono così inequivocabili che sembra di essere nella serenissima Venezia dei leoni alati e dei mosaici, nella Slovenia delle maschere diavolesche e delle grotte, e nell'Austria delle foreste e degli strudel. Siamo in una regione dominata per secoli da Venezia e, naturalmente, sono rimaste le tracce, per non dire il nome (Venezia Giulia).
Nei cibi friulani, invece, si ritrova il sapore della Slovenia: non si potranno portare via gli gnocchi con le susine, ma la torta "gubana" - che oltre il confine e chiamata "gibanica" - e il "cugukluf' si trovano ben confezionati tutte le pasticcerie e prolungheranno in maniera soddisfacente il ricordo del Friuli.
Neppure la natura fa tanta distinzione di confini e, quel che offre nella vicina Slovenia, eccolo tale e quale in Friuli: i fiumi che spariscono sotto terra e poi ricompaiono appena possibile ci sono anche nella regione italiana anzi in certi casi sono proprio gli stessi.
L'lsonzo e il Timavo sono i " fiumi fantasma" friulani e sloveni e, se e vero che oltre a nascondersi e a riapparire cambiano nome più di una volta, andrebbero detti "doppiamente fantasma". D'estate, con i bambini, sarà interessante seguirne il corso e cerca le grotte con le stalagmiti.
In Friuli, infatti, ci sono tante grotte carsiche più meno agevoli per le famiglie, talvolta si devono scendere molti gradini per raggiungerle... ma lo spettacolo vale la fatica.
E incredibile constatare quante sorprese possa regalare una regione così piccola, sorprese raffinate e tenute un po' segrete.
II Friuli va capito, non "grida" ne "si sbraccia" come le altre regioni italiane per attirare le famiglie, forte del fatto che comunque, gia in primavera, quelle tedesche calano a frotte verso il mare di Lignano Sabbiadoro.
La sabbia delle spiagge e vellutata come in Romagna, ci sono lagune con i fenicotteri e con gli aironi (come quella di Marano), cicogne che volano sopra la testa e le grandi case dei pescatori col tetto di paglia vera. Anche i dinosauri, qualche tempo fa, amavano passeggiare sui lidi friulani: da vedere assolutamente, al Museo di Storia Naturale di Trieste, l'antesignano del turismo di spiaggia, ritrovato al Villaggio dei Pescatori di Duino.

Pernottamento - Friuli

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